Covid e sicurezza sul lavoro – cosa cambia per le imprese dal 1° luglio

Pubblicato: 06 Luglio 2022

Aggiornato il Protocollo condiviso anti-contagio sui luoghi di lavoro

Come preannunciato nel Comunicato del Ministero del lavoro del 4 maggio scorso il Governo e le Parti sociali hanno rispettato il loro appuntamento: ieri è stato aggiornato il Protocollo condiviso del 6 aprile 2021 contenente le linee guida per limitare la diffusione del Covid nei luoghi di lavoro.

Malgrado lo stato di emergenza sia solo un ricordo e il quadro normativo sia notevolmente mutato, l’aumento dei contagi delle ultime settimane costringe tutti a mantenere alta la guardia. Persiste, infatti, l’esigenza di adottare misure in azienda volte a garantire condizioni di salubrità e sicurezza degli ambienti e delle modalità di lavoro. Il provvedimento, come dichiarato anche dal Ministero, si presenta più snello e resta in vigore fino al prossimo 31 ottobre, salvo che il quadro epidemiologico non richieda di doverlo aggiornare prima.

Tra le novità spicca l’eliminazione dell’obbligo generalizzato di utilizzare la mascherina chirurgica nei luoghi di lavoro condivisi che, da oggi, viene sostituito con la raccomandazione di indossare la mascherina FFP2 in ambienti chiusi e condivisi o aperti al pubblico o dove comunque non sia possibile il distanziamento interpersonale di un metro. A tal fine spetta al datore fornire i suddetti dispositivi. Sussiste, invece, l’obbligo di FFP2 per i lavoratori, con particolare attenzione ai fragili, individuati dal datore su indicazione del medico competente o del RSPP, tenuto conto anche delle mansioni loro affidate, dei contesti lavorativi sopra citati nonché nei casi di focolaio in azienda. In tal senso, il Protocollo ricorda che la sorveglianza sanitaria eccezionale dei lavoratori maggiormente esposti a rischio di contagio è svolta dal medico competente (o, nei casi in cui non sia obbligatoria la sua nomina, dai medici del lavoro dell’Inail) ed è in vigore sino al 31 luglio 2022. Sempre con riferimento ai lavoratori fragili, le Parti sociali chiedono una proroga della disciplina di protezione sino a fine anno.

Ancora una volta si pone l’accento sull’importanza dello smart working quale strumento utile nella lotta al coronavirus, auspicando che sia prorogata dal 31 agosto al 31 ottobre p.v. la possibilità di ricorrere al lavoro agile senza accordo e con modalità di comunicazione semplificate. 

Resta l’obbligo per il datore di comunicare ai lavoratori e a chiunque entri nel luogo di lavoro le misure precauzionali da lui adottate, tra cui il divieto di accedere in azienda in presenza di una temperatura superiore a 37,5° e l’obbligo di informarlo sull’insorgenza di sintomi influenzali nel corso della prestazione, con contestuale necessità di indossare immediatamente la FFP2 (e non più la mascherina chirurgica). La riammissione in servizio post contagio avviene nel rispetto dei vigenti termini di isolamento e previa effettuazione di un test antigenico o molecolare negativo. 

Nel testo della nuova intesa scompaiono:

  • i riferimenti alle mascherine chirurgiche che, dal 30 aprile scorso, non sono considerate più dispositivi di protezione individuale nonché alla quarantena per contatto stretto, sostituita dal regime della cd. autosorveglianza;
  • le cautele precedentemente previste per fornitori esterni, trasportatori e visitatori, residuando solo l’obbligo anche per i dipendenti delle aziende terze di rispettare le misure anti-contagio adottate dai committenti;
  • il divieto di riunioni, di eventi interni e formazione in presenza.

Nessun cambiamento, invece, si registra per: 

  • l’obbligo di garantire la sanificazione periodica e la pulizia giornaliera dei locali, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni, il cui accesso resta contingentato e per un tempo di sosta ridotto;
  • l’obbligo di adottare tutte le precauzioni igieniche personali in particolare per le mani, utilizzando anche i detergenti messi a disposizione dal datore;
  • la raccomandazione di adottare orari di ingresso e di uscita scaglionati così da evitare assembramenti.

Appare evidente, quindi, la necessità per le aziende di continuare a mantenere alta l’attenzione e di aggiornare tempestivamente le regole di prevenzione interne, con il coinvolgimento anche dei Comitati aziendali, che continuano a rivestire un ruolo centrale per l’applicazione dei protocolli.  

Lo Studio è disposizione per apportare le necessarie modifiche ai Vostri documenti interni. 

Di: Avv. Alessia De Concilio e Avv. Stefania Vitiello

Per maggiori informazioni: comunicazione@toffolettodeluca.it
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