Lavoro e sostenibilità delle imprese: le novità 2024
L’articolo approfondisce le novità 2024 sulla sostenibilità aziendale, con un focus sui principi ESG, le iniziative UE come il Green Deal e le direttive su rendicontazione e due diligence.
Non perdetevi i nostri approfondimenti su tematiche attuali, interessate da recenti novità normative e aggiornamenti giurisprudenziali. I professionisti dello Studio sono a disposizione per supportarvi e fornirvi assistenza.
L’articolo approfondisce le novità 2024 sulla sostenibilità aziendale, con un focus sui principi ESG, le iniziative UE come il Green Deal e le direttive su rendicontazione e due diligence.
Il Regolamento UE sull’intelligenza artificiale mira a promuovere l’innovazione tecnologica proteggendo i diritti fondamentali dei lavoratori. Esamina le norme sull’uso dell’IA e i sistemi ad alto rischio nel contesto lavorativo.
Le modalità digitali di comunicazione del licenziamento sono sempre più frequenti, specie nelle PMI. Questo articolo chiarisce cosa devono sapere aziende e HR per garantire l’efficacia e la validità del recesso.
I social media sono ormai parte integrante della quotidianità e in questo contesto si inserisce il fenomeno dell’influencer marketing. Si tratta di collaborazioni con personaggi social che pubblicano contenuti promuovendo prodotti o servizi. Ma qual è la qualificazione giuridica dei rapporti di lavoro degli influencer? La risposta è nell’articolo sul nostro sito.
In questo approfondimento ci occuperemo del patto di prova, Il patto di prova, esaminando nel dettaglio le recenti novità normative e la giurisprudenza consolidata.
Il 30 giugno è entrato in vigore uno dei decreti legislativi attuativi della legge delega sulla disabilità. Questa tematica ha importanti riflessi lavoristici in quanto il godimento dei diritti e delle libertà delle persone con disabilità passa anche per l’effettivo e pieno accesso al mondo del lavoro. Scopri tutte le novità normative in materia nell’articolo
In questo approfondimento ci occuperemo delle investigazioni “esterne”, focalizzando l’attenzione sui limiti al potere di controllo, sulle condizioni di ricorso alle agenzie investigative e sul rispetto della normativa in materia di privacy.
Il c.d. tempo-tuta è il tempo che il lavoratore impiega per indossare e dismettere un determinato abbigliamento richiesto sul luogo di lavoro.
Il tempo-tuta rientra nell’orario di lavoro?
Si tratta della domanda più frequente sul tema in quanto strettamente connessa alla questione della retribuibilità dei tempi di vestizione dei lavoratori. La risposta a questa domanda – come vedremo a breve – è che tutto dipende dalla sussistenza o meno dell’eterodirezioneovvero dall’imposizione di tempi, modi e luogo della vestizione/dismissione della divisa.
La Giornata mondiale della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro del 28 aprile è un’importante occasione per fare il punto sul livello di garanzia realmente raggiunto e per riflettere sulla distanza che ci separa dall’obiettivo “zero morti sul lavoro” nell’Unione europea entro il 2030. Si tratta dell’ambizioso obiettivo fissato dalla Confederazione europea dei sindacati nel 2022. I dati allarmanti sulla sicurezza nei cantieri hanno spinto il Governo ad adottare un nuovo pacchetto di norme, inserito nel decreto legge n. 19/2024 – noto come decreto PNRR 4 – pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 2 marzo 2024. Non è questo l’unico intervento dell’ultimo anno in materia di salute e sicurezza: novità interessanti sono state introdotte anche dal Decreto Lavoro 2023 e dall’UE sono arrivate nuove regole sull’esposizione all’amianto.
L’istituto del preavviso è comune alla maggior parte dei contratti di durata a tempo indeterminato, come il contratto di agenzia e il contratto di lavoro subordinato, e la sua funzione consiste nell’attenuare le conseguenze pregiudizievoli della cessazione del contratto per la parte che subisce il recesso. Nel caso di rapporti di lavoro a tempo indeterminato la funzione del preavviso è quella di garantire alla parte che subisce il recesso di organizzarsi per trovare un sostituto (in caso di dimissioni) o per trovare un nuovo lavoro (in caso di licenziamento). Che succede se il lavoratore si dimette con preavviso e il datore di lavoro vi rinuncia? Sul punto si sta consolidando un interessante orientamento giurisprudenziale che correttamente dispone che in caso di dimissioni il datore che rinunci al preavviso non debba corrispondere all’ex dipendente l’indennità sostitutiva.
Le imprese hanno apprezzato gli innegabili vantaggi del ricorso allo smart working. Dalla maggiore flessibilità e dalla possibilità di conciliare meglio le esigenze di vita privata con quelle lavorative spesso derivano, infatti, l’incremento della produttività dei lavoratori e la riduzione del tasso di assenteismo. Diversi sono i profili di interesse per le imprese quando si tratta di lavoro agile, ma nel presente approfondimento ci soffermeremo sul diritto alla disconnessione del dipendente, tema di cui si sta occupando anche il legislatore comunitario.
Nonostante le disparità ancora esistenti, negli ultimi decenni l’Unione europea ha compiuto notevoli progressi in materia di parità di genere con importante impatto positivo in termini di maggior numero di donne nel mercato del lavoro e di progressi nell’acquisizione di una migliore istruzione e formazione. Le disparità di genere, tuttavia, persistono e nel mercato del lavoro le donne continuano a essere sovra-rappresentate nei settori scarsamente retribuiti e sotto-rappresentate nelle posizioni con responsabilità decisionali. Quindi, quali sono le strategia dell’UE per la parità di genere 2020-2025?